La magica arte del furto

La magica arte del furto

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Autore: Christopher Brookmyre

Il luogo d’incontro è la più grande banca di Scozia, piena di ostaggi e di rapinatori armati; e gli occhi sono l’unica parte di lui che lei riesce a vedere sotto la maschera.
Lei è Angelique De Xavia, l’agente dei reparti speciali che viene messo in campo per le missioni impossibili. E lui, la mente che c’è dietro a tutto questo. L’inafferrabile genio del furto surreale. Il re della rapina dadaista. Come altro definire quelle coreografiche danze con cui cinque uomini vestiti da clown sono penetrati nella Great Northern Bank di Glasgow? O i metodi improbabili e raffinati con cui stanno intrattenendo gli ostaggi?
Tutta l’arte di Zal si fonda sulla potenza dell’illusione, la capacità di sorprendere le aspettative degli avversari con stupefacenti diversivi. Angelique di lui sa solo il nome. Il suo unico scopo è dargli la caccia fino alla morte. Sempre che prima non sia il fascino di lui a catturare lei...
Ci sono rischi che Zal può correre senza compromettere il suo obiettivo finale. Che è molto più ampio di quella banca. Forse tentare di sedurre Angelique è solo una manovra di depistaggio. Ma è una manovra i cui effetti non possono essere del tutto calcolabili. Il momento di scoprire le carte si avvicina. Angelique è sulle sue tracce. La polizia in stato di allerta. I maghi sul palcoscenico. Tutto è pronto per la rapina del secolo.
Una scatola magica piena di sorprese che si dipanano con la precisione di un thriller d’azione da megaproduzione, in cui tra un colpo di scena e l’altro si alternano spettacolari rapine e seducenti illusioni. Ironico, lucidamente tagliente, ben congegnato e… decisamente romantico!


L’onestà è una virtù.
Il raggiro un talento.
Il furto una forma d’arte.

Il mago della rapina surreale
e l’agente femme fatale delle missioni impossibili
sono pronti per la rapina del secolo!

Tra Irvine Welsh e Nick Hornby, un thriller d’azione
tagliente, ironico e pericolosamente romantico
dal più dissacratorio autore britannico.



Autore

Christopher Brookmyre è nato a Glasgow nel 1968 da padre ateo e madre cattolica, ha un passato di studente universitario, di critico cinematografico, di pessimo cantante rock e di cronista sportivo. Dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, Un mattino da cani (Meridiano Zero 2000), in Gran Bretagna è diventato rapidamente un autore di culto. Definito dai media “il futuro della narrativa contemporanea britannica di genere”, osannato dalla critica, corteggiato da Hollywood, lo scrittore continua a coltivare, con ironico riserbo, la sua vena rutilante e dissacratoria. Per Meridiano Zero sono già usciti anche Il paese della menzognaScusate il disturboReal Life™.

“Christopher Brookmyre è la next big thing del Tartan Noir.”
– James Ellroy


Recensioni

D, Repubblica delle Donne
20 Ottobre 07

Tutti i trucchi del noir

L’erede di Nick Hornby e Irvine Welsh, mostri sacri della new wave letteraria anglo-scozzese, potrebbe essere Christopher Brookmyre, classe ’68, di Glasgow, critico cinematografico, ex cantante rock, cronista sportivo, da anni autore di noir che hanno per protagonista il giornalista d’assalto Jack Parlabane, a caccia di notizie che Brookmyre scaglia come bombe contro il governo, il sistema sanitario e dell’informazione.
In quest’ultimo, La magica arte del furto racconta un’anomala storia d’amore tra un rapinatore e una detective tostissima, Angelique De Xavia, che si inseguono e si scontrano in situazioni paradossali e comiche.
- Nel libro c’è una storia d’amore ma anche un’incredibile rapina in banca e molti colpi di scena: definirebbe noir questo romanzo?
- Non proprio: è un romanzo in cui si traccia un parallelo tra l’arte degli illusionisti da palcoscenico e il furto. Mi diverto a fare un’infinità di trucchi con il lettore. Uno dei protagonisti è un ladro, l’altro una poliziotta e i due sentono un’attrazione reciproca, e c’è la resa dei conti, ma è solo alla fine che tutto si collega e viene spiegato.
- Che fine ha fatto la sua band musicale, i Blindfold? Avete avuto vita breve…
- Suonavamo malissimo e litigavamo in continuazione. A noi piaceva pensare che fosse una maniera diversa di fare musica, ma temo che ci stessimo sbagliando.
- Cosa la spinge a scrivere romanzi corrosivi, di denuncia? Un’idea politica?
- Semplicemente scrivo quello che penso, ma spesso sono le opinioni che sento appropriate al personaggio che sto creando.
- Non la preoccupa che ciò che scrive possa urtare qualcuno? Non ha senso scrivere qualcosa, se cominci a pensare di dover piacere a tutti. Chi si offende per le idee che trova nei miei libri è comunque il meno probabile dei miei lettori.
- La magica arte del furto è un titolo tratto da una canzone di Billy Franks, a cui lei dedica il libro. E ha anche finanziato un progetto per registrare un cd e girare un film su di lui? Perché tanti omaggi?
- Billy Franks ha scritto canzoni per trent’anni e tra i suoi fan ci sono Bruce Springsteen, Sonny Bono, Tom Petty. L’ho conosciuto nell’85 quando è venuto a Glasgow a suonare come band d’accompagnamento, e il pubblico chiedeva a lui il bis, anziché al gruppo principale. Da allora non l’ho più perso di vista…
Antonella Fiori


Film Tv


Christopher Brookmyre è un matto. È nato a Glasgow, ha fatto il critico cinematografico, il cantante rock (pessimo, dice), il cronista sportivo, poi ha deciso di passare alla narrativa. Con il romanzo Un mattino da cani è diventato famoso e con i successivi, Il paese della menzogna e Scusate il disturbo, una vera star della nuova ondata del thriller britannico.
I suoi romanzi sono ambientati in un paese che pare diventato un Luna Park, popolato di eccentrici solitari che decidono di fare il colpo della loro vita, di persone normali che, messe in circostanze straordinarie, tirano fuori la loro vena di follia e insoddisfazione, di ladri gentiluomini e gente perbene bastarda, zeppi di citazioni cinematografiche. Uno spasso, thriller percorsi a rotta di collo da un sense of humour irresistibile.
Anche l’ultimo, La magica arte del furto, ambientato nella più grande banca di Scozia piena di ostaggi e rapinatori, dove si incontrano gli occhi (e i cuori) di un’agente speciale e del re del furto surreale.
Come gli altri, anche questo è pubblicato da Meridiano Zero, la più curiosa e stimolante tra le nostre piccole case editrici "tematiche".
Emanuela Martini


Rumore
Dicembre 2007

Christopher Brookmyre (Glasgow, classe ’68), è la next big thing della Tartan Noir, secondo la definizione di James Ellroy.
Ex critico cinematografico, ex mediocre cantante rock ed ex cronista sportivo, il principe dello scottish noir, ha già sciorinato una serie di cult magistrali: Un mattino da cani, Il paese della menzogna, Scusate il disturbo, Real Life per citare solo quelli tradotti in Italia da Meridiano Zero. Coinquilino letterario ed etnico di Irwin Welsh e Alan Warner, erede designato di Nick Hornby, Brookmyre incide la sua urticante prosa di venature indigeste. Racconta storie grottesche, truculente e paradossali. Un Filthy Grand Guignol di caratteri feroci e surreali, carichi di una perversa ironia sadica. Ma come per Peace e Raymond, altri inglesi "neri", anche i suoi racconti pulp sottendono una cinica critica sociale, storica e culturale della società anglosassone e delle sue ostentate contraddizioni.
La magica arte del furto invece abbandona il clichè della denuncia sociale e ci racconta una iperbolica storia d’amore mozzafiato tra un rapinatore e Angelique De Xavia una superba e ammaliante sbirra. La trama, intrisa di colpi di scena, escamotage e trucchi da illusionista del furto e della parola, ha per set una banca invasa da rapinatori e ostaggi, ha per scopo una rapina inverosimile e strepitosa, ha come risultato un Killing Zoe dove Ken Loach incontra definitivamente Tarantino al ritmo di un sordido rock celtico.
Domenico Mungo


Top Fly
gennaio 2008

Quando Ionesco e Dalì rapinano banche In Inghilterra è già un autore di culto. Qui da noi sta per diventarlo grazie a Meridiano Zero che fortunatamente sta pubblicando tutti i suoi romanzi.
Christopher Brookmyre, di Glasgow, Scozia, classe ’68, un po’ di mestieri alle spalle (cronista sportivo, critico cinematografico, cantante rock), passa per romanziere "nero" ma è una definizione che gli va stretta. Le sue storie sono poliziesche e dense di colpi di scena che inchiodano il lettore alla trama, ma sono anche intrise di ironia corrosiva, di situazioni grottesche e con dialoghi divertenti e surreali.
Il suo ultimo titolo è La magica arte del furto con protagonista, l’agente dello Special Branch inglese Angelique De Xavia (che si ritrova anche in altri romanzi) alle prese con un’originalissima rapina in banca in stile "dadaista" con banditi travestiti da caricature di personaggi come Ionesco e Dalì. Mano a mano che la rapina si compie, l’obiettivo si allarga, portando il lettore alla scoperta di malavitosi comuni in una Glasgow inquinata e disperante, gangster messicani narcotrafficanti in azione negli Stati Uniti, predicatori conservatori scandalizzati da opere d’arte troppo esplicite, tutti coinvolti in un surreale e divertentissimo furto in un museo. Da non perdere per chi ama leggere sorridendo.
Gianni Franchini


ccsnews.it
15 Novembre 2007

Meridiano Zero è una piccola casa editrice veneta la cui politica editoriale si concentra soprattutto sul noir, con una vasta selezione di autori italiani ed esteri. La magica arte del furto è un romanzo di Christopher Brookmyre, un autore che si distingue dagli altri, unendo ruvidi aspetti di realismo urbano ad aspetti intrisi di surreale. Umorismo e colpi di scena condiscono questo lavoro dello scrittore inglese dallo stile inconfondibile.
Tra saltimbanchi e detective, pagliacci, ostaggi e rapitori un libro che sicuramente non deluderà il pubblico.
Cristiana Paone


fnits.blogspot.com
12 Gennaio 2008

Ho comprato un po’ di libri oggi. Un libro della Meridiano Zero (ottima!) di Christopher Brookmyre, un giovane talento inglese – oops scozzese – di Glasgow. Il libro si intitola La magica arte del furto, si promette un thriller con rapine tricky ("dadaiste" come le definisce la terza di copertina), il ladro supersmart che vuole far innamorare la investigatrice ma finisce innamorato pure lui.
Insomma la solita storia, ora lo leggo poi vedremo.
Brookmyre ci sa fare davvero. Ho divorato mezzo Brookmyre, ci sa fare davvero.


helium.com

Immaginate una banca che viene rapinata da una banda di pagliacci danzerini, degli ostaggi tenuti calmi dai rapinatori che organizzano una recita di Aspettando Godot, un bandito inseguito da una poliziotta che si è innamorata di lui. Tutte queste cose, e molte altre, si trovano ne La magica arte del furto di Christopher Brookmyre. La vera bellezza dei romanzi di Brookmyre sta nella sua capacità di fondere un aspro realismo urbano con elementi surreali proiettando il lettore in un mondo dove l’inspettato è la norma e l’umorismo è una costante, pur mantenendo uno stretto contatto con la realtà.
…Per chi ha già letto Brookmyre, La magica arte del furto è imperdibile: uno splendido romanzo che mostra il talento di un Brookmyre nella sua forma migliore. Per i nuovi lettori, quando avrete finito questo libro, frugherete ogni libreria a caccia dei suoi altri titoli.
Steve Martin


nientelietofine.splinder.com
6 Febbraio 2008

A me gli occhi, "s’il vous plait".

Un romanzo che riesce a conciliare il Trattato di magia del Mago Silvan e i migliori action-thriller. Perché, come dice l’autore, il furto e l’amore sono due forme di illusionismo.
Una straordinaria storia, dove non mancano l’azione e l’ironia (che spesso si evolve in sarcasmo), pieno di colpi di scena, rapine, illusioni e tirate filosofiche.
E come se non bastasse, uno dei migliori incipit dai tempi della Gang del pensiero.


nonsololink.com
31 Marzo 2008

Bisognerebbe capire di che furto si tratta. In questo bel thriller proposto da Meridiano Zero, infatti, stiamo sì parlando di crimini e criminali, ma non si sa, alla fine, se rapisce più il cuore o più la mente; se il furto è l’inviolabilità della coscienza di una poliziotta che si innamora di un ladro o se sono stati scippati di più i ladri della propria onorabilità e del proprio codice mettendoli in carcere che non lasciandoli tranquillamente rapinare seguendo un certo tratto di onestà.
Infatti, è in carcere che hanno imparato a diventare dei duri, a covare la vendetta pura, a trovare un perché alla barbarie senza perdere il controllo del territorio, il delicato equilibrio tra chi comanda e chi subisce, tra chi deve soccombere e chi tira le fila. Alla fine il mondo dell’arte non ne rimane fuori: per incastrare un boss bisogna batterlo con le sue stesse armi, soprattutto se ti ha ucciso il padre senza motivo e soprattutto se usa una statua famosa per importare a Dublino qualche quintale di cocaina.
Corona il testo il sesso, esposto in un museo mediante schermi che proiettano film porno o la statua di un uomo preso da autoerotismo; in una delicata storia di letto piuttosto che in apertura, giusto per i più navigati del genere, data la dissertazione proposta dall’autore sulle preferenze maschili. Con qualche lacuna nella suspense, questo nuovo romanzo di Christopher Brookmyre, già noto per il bel Un mattino da cani e autore culto in Gran Bretagna, mantiene inossidato lo stile asciutto e preciso, ben tradotto da Anna Rusconi. Consigliato a chi non si scandalizza di prim’acchito e trova il senso del racconto in uno spaccato realistico della vita occulta della malavita internazionale.
Alessia Biasiolo


tibereide.it

21 Dicembre 2007

Guardie e ladri innamorati il nuovo lavoro di Christopher Brookmyre

L’erede di Nick Hornby e di Irvine Welsh, mostri sacri della new wave letteraria anglo-scozzese, potrebbe essere Christopher Brookmyre, critico cinematografico non che ex cantante rock e cronista sportivo, nato a Glasgow nel 1968, da anni autore di romanzi noir che hanno come protagonista il giornalista d’assalto, Jack Parlabane, a caccia di notizie che ogni volta il uso autore utilizza come vere e proprie bombe contro il governo, contro il sistema sanitario e contro quello dell’informazione.
Il titolo è tratto da un’omonima canzone di Billy Franks, al quale Brookmyre ha anche dedicato il libro, cantautore conosciuto nella stessa città di Glasgow nel 1985, con il quale aveva anche suonato in una band, ma poi improvvisamente perso di vista. In questo ultimo romanzo, intitolato La magica arte del furto, Brookmyre racconta una inconsueta storia d’amore, quella tra un rapinatore e una detective veramente "tostissima", di nome Angelique. Il filo rosso del libro è perciò questa love story, ma non mancano incredibili colpi di scena, tra i quali ad esempio una rapina in banca. Questa volta però Brookmyre non dà vita a un altro dei suoi racconti noir e il libro, come lui stesso l’ha definito, è un romanzo che traccia piuttosto un parallelo tra l’arte degli illusionisti da palcoscenico e il furto, con l’intenzione, da parte dello stesso autore, di divertirsi con un’infinità di trucchi con il lettore.
Con l’obiettivo di dar vita, come si è già detto, a una dura critica sociale, oltre che a spunti di vera e propria comicità, Brookmyre scrive senza mai preoccuparsi di dover piacere a tutti, altrimenti, secondo lui, si rischierebbe di perdere l’essenza della scrittura. "Chi si offende per le idee che trova nei miei libri – ha dichiarato lo scrittore durante un’intervista – è di certo il meno probabile dei miei lettori".
Con un vero e proprio mix tra aspetti tratti dal realismo e aspetti intrisi di surreale, lo scrittore inglese condisce il suo ultimo lavoro anche di un incredibile umorismo e di colpi di scena tra saltimbanchi, detective, pagliacci, ostaggi e rapinatori, le cui vicende non deluderanno certamente il pubblico dei lettori.
Roberta D’Auria


varesenoir.wordpress.com

22 Settembre 2010

I loro occhi si incontrarono nella stanza gremita. Lei l’aveva aspettato per tutta la sera, cercato per tutta una vita e ora era lì. Lui ebbe un brivido. Non è come sembra, però. La stanza è quella di una banca e a gremirla sono gli ostaggi. E gli occhi, per dirla tutta, sono l’unica parte di lui che lei riesce a vedere. Dannato passamontagna. Lui è l’artista del furto per eccellenza, lei una professionista di ladri e rapine. Lo scopo di lei? Dargli la caccia. Fino alla morte, ovviamente. Quello di lui? Evitare di essere preso, ovviamente.
Da leggere, magari sgranocchiandosi un bel panino imbottito di San Daniele.
Paolo Franchini

Da inserire:


Data di inserimento in catalogo: 22.07.2013.

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