Darkene su La Lettura del Corriere della Sera

Darkene su La Lettura del Corriere della Sera

ARIASE BARRETTA SI CONFRONTA CON LA PERVERSIONE CONTEMPORANEA
Recensione apparsa su La Lettura il 30 Dicembre 2012


Cronache parallele di desideri deviati
Protagonisti un professore e una studentessa che si prostituisce per le griffe

di Alessandro Beretta

Per chi non ama sesso hardcore immaginato o vissuto è sconsigliabile procedere nella lettura. Per gli altri, benvenuti in Darkene, secondo romanzo di Ariase Barretta che, dopo la fiaba horror Litany (Onirica 2010), attraversa il desiderio sessuale. Lo fa in un romanzo diviso in due parti che seguono, in prima persona, il destino di due personaggi.
Nella prima, la vita di un professore di 36 anni a Napoli, onanista e molto nervoso, è scandita in capitoli secondo i mesi dell’anno scolastico, nella seconda quella di Veronica, una studentessa di 15 anni, viene tracciata attraverso le sue performance a pagamento con il malavitoso Don Ciro.
Entrambi i protagonisti hanno una gestione oscura del proprio desiderio e priva di sensi di colpa. Quando il professore vede la bella Rossella, studentessa in una prima, ne rimane subito ossessionato: «Da due mesi circa ho voglia di scoparmi una ragazzina di quindici anni». Si fa delle domande se sia lecito o meno, ma chiude con un: «Non c’è dubbio. La mia educazione sessuale è in forte debito con la pornografia. Perché negarlo?». Con tutto ciò che ne consegue, rapporti occasionali trovati via Internet, un’orgia triste, la masturbazione come soluzione e l’intoccabile Rossella che rimane lontana. Diverso l’approccio di Veronica, che si concede ancora vergine per consumismo. «Non sopporto che uno abbia voglia di qualcosa e non se la possa comprare. Mi sembra la cosa peggiore che possa capitare a un essere umano». Per arrivare alla borsa di Louis Vuitton o ai tacchi Manolo Blahnik, la via più rapida è prostituirsi, come fa con l’amica Gloria, e frequentare gente più grande, come i ricchi studenti di Giurisprudenza, perversi e drogati.
Le due vicende sono il lato A e il lato B di uno stesso disco rotto, quello del desiderio sessuale contemporaneo, e sono allacciate da un bel colpo di scena. Entrambe sono cronache estreme e paradossali del desiderio sottomesso ad altri scopi: la fuga dalla realtà per il professore, il denaro per la ragazzina. L’abuso del proprio corpo che ne deriva, lontano da qualsiasi liberazione, lo rende distruttivo come l’ansiolitico che dà il titolo al libro, usato anche come droga devastante. Un interessante intreccio dei temi, ma la prosa che lo segue, per quanto di buona ritmica, si scontra con l’annoso problema: come si giudica una scena di sesso esplicita in letteratura? Nel caso di un romanzo come questo, si giudica per l’appoggio con le tensioni drammatiche. L’autore ci riesce bene quando il professore incontra un travestito e gode come se fosse con la giovane Rossella e quando Veronica è dispersa in un parco insieme ad altre ragazze in perizoma nero, preda di cacciatori che possono catturarle e approfittarne. Un gioco surreale, crudele ma erotico, che dà ossigeno e bilancia la nera sessualità di altre pagine.


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Pubblicato: 13.02.2013
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