Lettere in diagonale per dare equilibrio

Lettere in diagonale per dare equilibrio

LA NUOVA COLLANA DI MERIDIANO ZERO DEBUTTA
CON I TITOLI DI VAUTRIN E BANKS

Recensione apparsa su Tuttolibri de La Stampa il 02 Giugno 2012


di Marco Belpoliti

I grafici hanno cominciato ad andare in diagonale.
Forse è lo spirito del momento: non si può andare diritti per le solite strade e bisogna cercare altrimenti. Così fa Meridiano Zero.
La casa editrice di Padova ha cambiato la proprietà e anche grafica; passa a Odoya, marchio bolognese, mentre il progetto grafico è firmato Collettivo Meat.
Escono Jean Vautrin, Il viaggio immobile, e Ian Banks, La fabbrica delle vespe; il primo è un narratore francese conosciuto in Italia attraverso le traduzioni presso Feltrinelli, qui una raccolta di tredici racconti tra il comico e il tragico; il secondo è uno scozzese già tradotto in Italia e il protagonista un ragazzino supercattivo.
Vautrin è in violetto con titoli bucati in giallo; Banks in nero bucato in bianco. Ma è la diagonale quella che conta. I titoli dei due libri, e i nomi degli autori, sono infatti disposti in diagonale, inoltre parte del titolo si legge sul dorso e parte sulla copertina. Tutto è inclinato, così da dare la sensazione che il corso non abbia un vero spessore, ma sia un angolo, in cui si piega in modo naturale la titolazione. Il significato originale della parola «diagonale» è: «congiungere i vertici di due angoli non consecutivi di un poligono» (1606): c’è dentro la parola greca gonìa, «angolo», Pur avendo uno spessore, e tre dimensioni, il libro è percepito quasi sempre come una superficie piatta; la sua geometria è quella di un «volumen» composto di singoli fogli sottili (recto e verso) che ruotano intorno all’asse, il quale coincide con il dorso; lo spessore è dato dall’accumulo dei fogli, spessore virtuale. Facendo cadere il titolo in diagonale, in parte sul dorso, in parte sulla copertina, si produce l’effetto «angolo», un angolo bidimensionale più che tridimensionale (i due libri di Meridiano Zero non contengono un alto numero di pagine, ovvero non sono spessi). Questo produce la percezione di bidimensionalità pur nella tridimensionalità del libro medesimo. Andare in diagonale angolando, una cosa che non capita spesso sui libri.
I due volumi, poi, sono identificati da due immagini stilizzate poste sulla destra – una vespa per Banks e un cavolfiore per Vautrin – , che servono a dare un equilibrio alla copertina, la quale, intanto, se ne va di lato, verso il dorso, sulla sinistra. Davvero qualcosa di nuovo nella grafica editoriale (un lontano precedente: i titoli verticali di Norda e Vignelli per Sansoni negli anni Sessanta).
A volte, per produrre delle novità basta poco.


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Pubblicato: 07.02.2013
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